mercoledì, luglio 27, 2005

Costanza Svizzera...

Ginevra - Hotel Ibis, ore 07.00 a.m.

Il trillo insistente del campanello sveglia malamente V, collega olandese in visita per la prima volta nella sede ginevrina (Oddio, chi suona alla porta? Che ore sono? Non ho sentito la sveglia? Non ci sara' mica un fuso orario fra Amsterdam e Ginevra...).

V stropiccia gli occhi appiccicati dal sonno (gli occhiali, dove sono gli occhiali? Apro le tende, non vedo niente... dove sono le ciabatte?), si passa una mano nei capelli per rendersi piu' presentabile e si avvicina allarmato alla porta.

"Ouvrez la porte, c'est la police!" (La polizia? E' uno scherzo? E' successo qualcosa stanotte ?). V si affretta ad aprire, incredulo e spaventato. Strabuzza gli occhi per abituarsi alla luce e si accomoda i pantaloni del pigiama.

"Monsieur V?" (ci mancava anche il francese... come si dice...)
"Oui, c'est moi". (E adesso questo che vuole?)
Il poliziotto ha un fare per nulla rassicurante.
"Ci risulta a suo carico una contravvenzione automobilistica non pagata".
(Questi sono pazzi...)
"Ma, veramente, sono arrivato in aereo da Amsterdam ieri sera"
"Lo sappiamo. La multa in questione risale a quattro anni fa."
(Quattro anni ??? Ma questi sono qui ad aspettarmi da quattro anni ???)
"A Zermatt"
(Maledizione! La settimana bianca con Brigitte dopo la laurea...
)
"Puo' scegliere di pagarla subito. O seguirmi in centrale".

V non crede alle suo orecchie, fa rapidamente mente locale, poi mette mano al portafogli e paga. Il poliziotto firma una ricevuta e se ne va augurando bonne journée.

Nel ripensare al suo risveglio kafkiano, V non sa ancora se stramaledire l'efficienza svizzera o se lodare questa incredibile, assurda costanza d'oltralpe...

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PS: Il racconto e' romanzato, ma il fatto e' accaduto oggi!!!

1 commento:

AriaCielo ha detto...

Ho appena modificato un po' il post, presada un raptus letterario... solovariazioni stilistiche, comunque!