mercoledì, settembre 07, 2005

Partiti o fuggiti dall'Italia?

Da Ginevra - Siamo veramente scappati dall'Italia (e in particolare, sembrerebbe, da Milano) perche' e' diventato un paese invivibile e in crisi galoppante?

Se ne parla animatamente da Bellavite e su PubblicoDiMerda (ogni volta che scrivo questo nome mi sembra di insultarmi da sola...). Io, da brava expatriate, sono completamente in parte d'accordo con loro. Forse anche meno, a dire il vero, ma non riesco a capire fino a che punto parla testa e quanto il cuore.

E mi chiedo: siamo davvero a questo punto? Dov'e' finito il sano gusto di partire per il pacere della scoperta? E il mito dell'immigrato nostalgico cronico? E che ne dice chi e' rimasto a casa?

Ad ogni modo, post attualissimi...

4 commenti:

Eulinx ha detto...

Sono stata "emigrante" per una vita. Ho vissuto in molti Paesi diversi per via del lavoro di mio padre e una volta cresciuta avevo giurato a me stessa che avrei vissuto il resto della mia vita in Italia. Non è stato così e non solo per amore.
L'Italia spesso mi andava stretta. Troppe cose non funzionavano, davvero troppe cose. Molto spesso ho sentito di non fare parte della mia città al 100% e non è una bella sensazione.

L'idea di vivere in un altro Paese mi emoziona, mi intriga. Ogni giorno è una scoperta, una lezione di vita, un confrontarsi con sè stessi e con il resto del mondo. E' accettare la diversità e sentire che ne fai parte e compiacersi di questo.
Eppure, come ho detto in passato sul mio blog, la nostalgia spesso mi prende alla gola e non mi lascia. Il pensiero di Roma e dei romani, dell'Italia tutta e dell'italianità, con i suoi pregi e gli innumerevoli difetti, certe volte mi commuove e mi spinge a pensare d'aver fatto una cavolata a lasciare il mio Paese.

Quindi non saprei dirti se sono d'accordo o no con l'argomento.
Sono la prima a criticare l'Italia e gli italiani quando sono a Roma, ma quando se ne parla male all'estero divento una belva. Mi manca il mio Paese ma non ci tornerei a vivere, almeno per qualche anno.
Forse sto vestendo alla perfezione i panni dell'emigrante e tra poco mi ritroverò a cantare canzoni di Toto Cotugno.
Oh, my God!

marta ha detto...

toc toc... :) sono una delle persone che delio cita nel suo post e volevo rassicurarti: la mia decisione di partire è stata presa non per calcolo economico ma semplicemente perché mi sono innamorata della città, alla follia. milano è la mia città, la amo e continuerò ad amarla e a tornarci con gioia. perciò tranquillizzati: c'è ancora chi decide di partire "per il piacere della scoperta" :)
ciao!

AriaCielo ha detto...

Per Eulinx: Se ti consola, per le mie ultime vacanze mi sono fatta tre cd pieni di ultraclassici italiani con due soli requisiti: dovevo conoscere il testo a memoria e dovevano essere cantabili a squarciagola. Pero' a Toto Cotugno non ci sono ancora arrivata! :)

Comunque anche per me il motore principale e' il piacere di partire... Eppure mi sembra di sentire che per tanti non e' cosi'. Che cosa allora non va in Italia?

AriaCielo ha detto...

Per Marta: innanzitutto evviva l'entusiasmo.

E poi un commento: Berlino deve veramente avere qualcosa di speciale, siete in tanti a parlarne cosi'... E non solo fra gli italiani.